Il cammino di “don Balot” – natura, geologia e spiritualità
Hightlight
- Bosco
- Montagna
- Sterrato
- Tratti in asfalto
Tra colline scolpite dal mare antico e santuari carichi di fede, il Cammino di Don Balot intreccia natura, geologia e spiritualità.
Un anello di 66 km nel cuore del Carso bresciano che svela grotte, altopiani, acque miracolose e opere d’arte senza tempo.
DESCRIZIONE
La zona a est di Brescia, estendendosi fino a Serle, Gavardo e Vallio Terme, è un paesaggio davvero speciale: un territorio modellato da antiche distese marine le cui tracce si leggono ancora oggi nella roccia. Le imponenti bancate di Dolomia e Corna, i sottili calcari selciferi ricchi di silice e le argille ossidate che colorano le colline di sfumature rugginose raccontano una storia che affonda nelle ere geologiche. Questi i materiali — Corna, Corso e Medolo — che hanno dato forma, nel tempo, ai borghi e alle costruzioni storiche del territorio.
Proprio in questa cornice nasce il Sentiero 530 del Carso Bresciano (SCB), un anello escursionistico di circa 66 km, segnalato dal CAI e intessuto di memoria e identità. L’itinerario attraversa 11 comuni dell’area ecomuseale — tra cui Brescia, Botticino, Rezzato, Paitone, Prevalle e Nuvolento — promuovendo un senso di appartenenza profondo. È lungo questo tracciato che si snoda il Cammino di Don Balot, dedicato a don Celestino Bonomi, sacerdote e geologo appassionato della sua terra. Un percorso che unisce natura, storia, spiritualità e cultura in un’esperienza avvolgente.
Il cammino seguendo il sentiero 530 del carso bresciano può iniziare da ognuno degli 11 Comuni del territorio: noi suggeriamo come noi di ecomuseo faremmo il nostro cammino di don balot (e che ogni anno a maggio proponiamo) ma ciascuno “lo cucia a sua misura”
Il viaggio deve iniziare con il Museo del Marmo di Botticino, un luogo che celebra il legame millenario tra uomo e cava e dove si spiega il nostro carso bresciano: tra attrezzi antichi, tecniche di cavazione, utensili, il museo racconta la geologia, la storia del marmo botticino, dalla cava all’opera d’arte.
Si deve visitare il Santuario di Nostra Signora di Valverde a Rezzato, luogo di devozione che raccoglie il ricordo di antiche apparizioni mariane, permeando l’atmosfera di un’intensa spiritualità.
Poi si inizia salire e si incontra il Monastero di San Bartolomeo a Serle, testimonianza tangibile della vita religiosa antica. Il cammino conduce quindi all’altopiano delle Cariadeghe con il suo paesaggio carsico.
Scendendo verso Vallio Terme, si raggiunge il Santuario della Madonna del Mangher, immerso nel verde. Alcuni chilometri e si raggiungono le fonti di Vallio che emergono con acque vitali, inducendo un microclima unico e impreziosendo la flora circostante.
Da qui, il cammino prosegue fino a gavardo e poi al Santuario della Beata Vergine di Paitone, celebre per la tela del Moretto che raffigura l’apparizione sacra. Poi tocca il Santuario del Carrozzone a Prevalle, un’oasi raccolta e suggestiva, per terminare simbolicamente presso la Pieve di Santa Stefania a Nuvolento, antichissima chiesa che sembra segnare l’arrivo ideale di questo pellegrinaggio laico e sacro insieme.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Il Cammino si percorre in più giorni, con tappe medie di 15–20 km. È adatto a escursionisti con un minimo di allenamento: il tracciato presenta salite impegnative, discese su fondo sconnesso e tratti che possono risultare scivolosi in caso di pioggia. Il dislivello complessivo è significativo, ma la presenza di rifugi e strutture ricettive permette di organizzare il percorso in modo confortevole.
CRITICITÀ
Le principali difficoltà derivano dalla natura carsica del terreno: doline, grotte e tratti boschivi richiedono attenzione, soprattutto in condizioni meteo avverse. È fondamentale seguire i segnavia Sentiero 530 SCB per non perdere l’orientamento.
Il Cammino di Don Balot è molto più di un trekking: è un’esperienza che unisce geologia, storia, fede e natura. Un itinerario ad anello che porta a scoprire luoghi di bellezza inaspettata e che invita a guardare al territorio con occhi diversi, tra spiritualità e scienza.
PRINCIPALI LUOGHI DI INTERESSE
Il Museo del Marmo Botticino, il Santuario di Nostra Signora di Val Verde, il Monastero di San Pietro in Monte Orsino (San Bartolomeo), il paesaggio di Cariadeghe, il Santuario della Madonna del Mangher a Vallio Terme, le fonti di Vallio, il Santuario della Beata Vergine di Paitone, il Santuario del Carrozzone a Prevalle e la Pieve di Santa Stefania.
PRINCIPALI LOCALITÀ INTERESSATE
Botticino, Rezzato, Serle, Vallio Terme, Paitone, Prevalle, Nuvolento.

