Il bacino marmifero bresciano
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- Sterrato
- Sterrato stabilizzato
- Tratti in asfalto
Un viaggio tra le cave di marmo e i borghi che custodiscono secoli di storia, dove natura e arte si fondono in panorami senza tempo. Dalle colline bresciane al cuore delle sue frazioni, ogni passo racconta leggende, memorie e bellezze da scoprire.
DESCRIZIONE
L’area del carso bresciano è un luogo in cui venne estratto il marmo fin dall’epoca romana. Con questo itinerario, si vuole far scoprire i bellissimi monti e il patrimonio storico e architettonico locale.
L’itinerario ha inizio da Paitone e dalla sua chiesa di Santa Giulia, edificio settecentesco che domina il paese. Si prosegue lungo la strada che porta al Santuario delle Beata Vergine, santuario della Beata Vergine, costruito nel 1534 in seguito a un’apparizione mariana. Di particolare pregio sono la pala d’altare del Moretto e il portico vantiniano in marmo Botticino. Salendo ancora si attraversa la frazione medievale di Marguzzo, per giungere a Serle. La prima lunga discesa di questo itinerario giunge a Nuvolento, dove in breve tempo si arriva alla domus romana: villa risalente al I sec. d.C., che testimonia la presenza di insediamenti stabili in questo territorio già dall’antica Roma. Poco distante è possibile ammirare la Pieve, edificio di origine medievale.
Da qui il percorso continua lungo la ciclabile ‘Gavardina’ fino a Rezzato, si attraversa la frazione di Virle e si sale nell’omonima valle, costellata di cave. Giunti nella frazione di Gazzolo, è il momento di scendere nel centro abitato di Botticino: da Botticino Sera parte la seconda parte, e la salita più impegnativa, dell’itinerario. Salendo verso San Gallo, è consigliata una sosta per ammirare il panorama sulla Valverde: a destra si vedono le luminose cave di Botticino, mentre in fondovalle i vigneti del Botticino DOP.
La strada prosegue verso l’altopiano di Cariadeghe: la fatica della salita viene ripagata con gli scorci e i suggestivi panorami. Qui si può ammirare la montagna carsica nella sua massima affermazione. Si può anche fare una breve deviazione dalla strada per raggiungere il monastero di San Bartolomeo (ex San Pietro in Monte Orsino): la vista è davvero pittoresca e nei giorni più limpidi si riesce anche a vedere il lago di Garda!
Proseguendo verso il monte Tesio, sovrastante Gavardo, si affronta una discesa molto ripida: è consigliabile verificare i freni e procedere con prudenza.
Giunti a Gavardo, si passa accanto alla bellissima chiesa di San Rocco: se è accessibile, è consigliata la visita agli affreschi del XV secolo conservati al suo interno. Spostandosi nel centro storico di Gavardo, c’è la possibilità di visitare il Museo Archeologico della Valle Sabbia, che raccoglie artefatti del territorio risalenti fino all’età del bronzo.
Lasciato il centro abitato di Gavardo, il paesaggio urbano lascia spazio al verde dei colli morenici. Muscoline conserva borghi e frazioni dal fascino intatto. L’itinerario attraversa Limone (ancora nel comune di Gavardo), Terzago, Chiesa e infine Longavina.
In poco tempo si raggiunge la frazione Ponte Chiese e, dopo una breve salita, si torna a palazzo Morani – Cantoni, dove l’itinerario termina. Proprio all’interno del palazzo, dove c’è la sede dell’Ecomuseo del botticino, si trovano il museo dello spiedo e il museo della civiltà contadina: vale la pena farvi una visita!

