Serle

Dall'alto del monte Orsino il monastero domina la pianura

Monastero San Pietro in Monte Orsino (San Bartolomeo)

Il monastero venne fondato nel 1039 dal Vescovo bresciano Olderico I, nel bel mezzo di una strategia di controllo e riorganizzazione.

 

Diventò il fulcro del territorio a est di Brescia amministrando possedimenti sia sulla superficie di Serle che nei comuni limitrofi ed entrando in contesa con la pieve di S. Stefania.

 

Evidente simbolo del potere vescovile, il monastero non fu situato casualmente sulla vetta del Monte Orsino che era nettamente distinguibile anche a molti chilometri di distanza.

 

A causa della rapida decadenza, nel Trecento avvenne l’abbandono da parte della comunità monastica.

Dal 1446 il monastero fu assegnato ai Canonici Regolari di San Giorgio in Alga di Venezia. I nuovi occupanti ristrutturarono radicalmente l’antico edificio, ricostruendo in forme più modeste la chiesa intitolandola a San Bartolomeo.

 

Dal 1672 il monastero di S. Pietro in Monte ed i terreni attigui divennero proprietĂ  delle monache del monastero di Santa Maria degli Angeli di Brescia.

A seguito delle soppressioni d’epoca napoleonica Pietro Braga di Brescia acquistò i terreni di proprietà del monastero.

Nel 1890 il Comune di Serle acquisì la proprietà dagli eredi. Dal 1930 la parrocchia di Serle è proprietaria dei beni.

 

La chiesa del cenobio romanico era un ampio organismo a croce latina, grande il doppio dell’edificio attuale che ne occupa la sola navata centrale.

Il corpo originario a tre navate era terminato ad oriente dal presbiterio e dall’abside, entrambi sopraelevati rispetto al piano dell’aula. Sotto di essi si estendeva infatti una cripta ripartita in nove navatelle rette da colonnette.

 

La robustezza delle murature dell’abside e del transetto fa supporre che l’area presbiteriale fosse sovrastata da una massiccia torre d’incrocio.

L’aspetto scenografico del complesso era ulteriormente esaltato, sul versante occidentale, da una monumentale scalinata d’accesso (di cui si possono vedere i resti) che faceva capo ad una loggia a due piani addossata alla facciata della chiesa.

 

Sono stati inoltre individuati, a ridosso del fianco nord della chiesa, dei tratti degli edifici monastici nell’area del chiostro e scoperti l’accesso principale al monastero, parti del muro di cinta e resti degli ambienti ad esso appoggiati.

Sul pendio ovest a quota più bassa è stato infine riconosciuto il muro di sostegno della larga rampa che collegava l’accesso al piede della scalinata.

 

All’interno dell’attuale chiesa di San Bartolomeo, sulla parete destra della navata entro due nicchie, si trovano gli affreschi datati 1420 con le figure della Madonna e di San Pietro. Nell’abside, la volta ed il sottarco furono dipinti da un pittore lombardo della prima metà del XVI secolo. Sulla parete di fondo dell’abside si sviluppa un polittico articolato su due registri che occupa l’intera parete.

 

Nel registro inferiore, al centro, è rappresentata la Madonna col Bambino in trono, nello scomparto di sinistra San Pietro e in quello di destra San Paolo. Nel registro superiore si ha un Cristo risorto, appoggiato all’arca sepolcrale, che mostra le ferite alla Maddalena inginocchiata con tre angeli mostrano gli strumenti della Passione.

 

A sinistra compare un Santo inginocchiato e a destra, sempre genuflesso, si vede una Figura di Vescovo o Pontefice. Infine nel registro inferiore compare la figura di un Pontefice e sembra che questo riquadro sia stato eseguito dopo il polittico.

fianco monastero
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