Serle

Da una posizione privilegiata diffonde spiritualità e cultura al territorio di Ecomuseo del botticino

Monastero di San Pietro in Monte Orsino o di San Bartolomeo – Serle

Del monastero colpisce, in primis, la posizione: localizzato sulla cima di un ripido colle, a 917 m.s.l.m., domina la pianura e i colli Morenici da un lato, e l’altopiano di Cariadeghe dall’altro. Nelle giornate pù limpide si possono vedere il lago di garda, la città di Brescia e perfino gli Appennini! Una posizione mozzafiato e strategica, che i Longobardi seppero sfruttare per il controllo del territorio: già dal XI secolo, il monastero aveva il potere su immensi terreni, da Nuvolento fino almeno a Gavardo.


Storia

Il monastero venne fondato nel 1039 dal Vescovo bresciano Olderico I, secondo una precisa strategia di controllo e riorganizzazione del territorio. Diventò il fulcro del territorio a est di Brescia amministrando possedimenti sia sulla superficie di Serle che nei comuni limitrofi ed entrando in contesa con la pieve di Santa Stefania. Evidente simbolo del potere vescovile, il monastero non fu situato casualmente sulla vetta del Monte Orsino, che era nettamente distinguibile anche a molti chilometri di distanza. A causa della rapida decadenza, nel Trecento avvenne l’abbandono da parte della comunità monastica.

Dal 1446 il monastero fu assegnato ai Canonici Regolari di San Giorgio in Alga di Venezia. I nuovi occupanti ristrutturarono radicalmente l’antico edificio, ricostruendo in forme più modeste la chiesa intitolandola a San Bartolomeo.

Dal 1672 il monastero di San Pietro in Monte ed i terreni attigui divennero proprietà delle monache del monastero di Santa Maria degli Angeli di Brescia.

A seguito delle soppressioni d’epoca napoleonica Pietro Braga di Brescia acquistò i terreni di proprietà del monastero. Nel 1890 il Comune di Serle acquisì la proprietà dagli eredi. Dal 1930 la parrocchia di Serle è proprietaria dei beni.


Architettura – L’edificio antico

La chiesa del cenobio romanico era un ampio organismo a croce latina, grande il doppio dell’edificio attuale, che ne occupa la sola navata centrale. Il corpo originario a tre navate era terminato ad oriente dal presbiterio e dall’abside, entrambi sopraelevati rispetto al piano dell’aula. Sotto di essi si estendeva infatti una cripta ripartita in nove navatelle rette da colonnette. La robustezza delle murature dell’abside e del transetto fa supporre che l’area presbiteriale fosse sovrastata da una massiccia torre d’incrocio. L’aspetto scenografico del complesso era ulteriormente esaltato, sul versante occidentale, da una monumentale scalinata d’accesso (di cui si possono vedere i resti) che faceva capo ad una loggia a due piani addossata alla facciata della chiesa.

Inoltre, sono stati individuati, a ridosso del fianco nord della chiesa, dei tratti degli edifici monastici nell’area del chiostro e sono stati scoperti l’accesso principale al monastero, parti del muro di cinta e resti degli ambienti ad esso appoggiati.

Sul pendio ovest, a quota più bassa, è stato infine riconosciuto il muro di sostegno della larga rampa che collegava l’accesso al piede della scalinata.


La chiesa attuale – Architettura e opere d’arte

All’interno dell’attuale chiesa di San Bartolomeo, sulla parete destra della navata, entro due nicchie, si trovano affreschi datati 1420 con le figure della Madonna e di San Pietro. Nell’abside, la volta ed il sottarco furono dipinti da un pittore lombardo della prima metà del XVI secolo. Sulla parete di fondo dell’abside si sviluppa un polittico articolato su due registri che occupa l’intera parete:

  • nel registro inferiore, al centro, è rappresentata la “Madonna col Bambino in trono“, nello scomparto di sinistra San Pietro e in quello di destra San Paolo;
  • nel registro superiore si ha un “Cristo risorto“, appoggiato all’arca sepolcrale, che mostra le ferite alla Maddalena inginocchiata con tre angeli che mostrano gli strumenti della Passione. A sinistra compare un Santo inginocchiato e a destra, sempre genuflesso, si vede la Figura di Vescovo o Pontefice. Sempre nel registro inferiore compare la figura di un Pontefice, sembra che questo riquadro sia stato eseguito dopo il polittico.

Il monastero è raggiungibile solo a piedi, dopo una passeggiata nel bosco di circa mezz’ora. È presente anche una piccola strada sterrata di servizio, ma è chiusa da una sbarra.

Via San Bartolomeo, 25080, Serle (BS)

fianco monastero
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