Hightlight
- Asfalto
Tra sfarzosi palazzi e ville di campagna, questo itinerario svela le residenze nobiliari del nostro territorio, antichi centri di potere e di vita agricola. Ogni edificio racconta storie di gestione, strategia e quotidianità d’altri tempi. Si parte da Rezzato e si arriva fino ai borghi nei dintorni di Gavardo, tra charme e storia.
DESCRIZIONE
L’itinerario comincia dalla famosa e rinomata Villa Avogadro-Fenaroli, conosciuta semplicemente come “villa Fenaroli” e definita la “piccola Versailles”. Il nucleo originario della costruzione risale al 1481, ma è solo nel XVIII secolo che la villa acquistò la grandiosità e lo splendore che ancora oggi la caratterizzano. La facciata è di grande imponenza, grazie anche alle statue in arenaria grigia e ai pennacchi in pietra di Botticino. A tanta grandiosità esterna corrisponde la sontuosità delle pareti affrescate e dei soffitti ricchi di stucchi dorati, in stile rococò.
Da qui il percorso ci conduce a Ciliverghe di Mazzano, poco distante, presso Villa Mazzucchelli. L’edificio, edificato per volere di Gianmaria Mazzucchelli a partire dal 1741, è caratterizzato da esterni neopalladiani e da un cortile chiuso da una cancellata con pilastri laterali in marmo Botticino e da una cinta in ferro battuto. In cima al volume centrale della villa si trova un timpano al cui interno è presente lo stemma della famiglia proprietaria, i Mazzucchelli. All’interno si vedono affreschi coevi alla costruzione, ma anche più recenti, realizzati nel secolo scorso. Ad oggi la villa è sede di alcuni musei (museo del vino e del cavatappi, museo della moda) ed è visitabile; il suo utilizzo viene esteso anche a eventi, convegni e matrimoni.
Il percorso prosegue verso il lago di Garda e, attraversando Paitone, non si può non citare la presenza di una villa, oggi abitazione privata e quindi non visitabile, di proprietà del grande pittore bresciano Luigi Basiletti, risalente al XVIII secolo.
Giunti a Prevalle, l’itinerario termina con la visita dell’edificio comunale: Palazzo Morani-Cantoni. La proprietà dei terreni limitrofi ha avuto molti proprietari nel corso dei secoli, tra cui i Medici di Gavardo, proprietari anche dello stabile che costituì parte del complesso del palazzo. Tuttavia è con la famiglia dei conti Morani, stabilitasi qui nel XVIII secolo, che il palazzo acquista il suo splendore attuale.
I Morani, che si erano arricchiti con la produzione di bachi, fecero progettare, probabilmente da Domenico Carboni – lo stesso architetto della chiesa parrocchiale di Sant’Eufemia a Brescia – un grande palazzo che richiamava il tema “barocco” della “villa agricola”: adibito sì ad azienda agricola, ma anche come edificio “di rappresentanza” dei nobili proprietari.
Il percorso per accedere al palazzo comprende il viale dei Gelsi, che unisce il centro abitato con il palazzo, e invita a un cammino che attraversa l’androne d’ingresso, conduce al giardino e si conclude con una terrazza panoramica. Questa terrazza permette di ammirare il paesaggio circostante e, secondo l’idea di “giardino barocco”, estende idealmente il possedimento della villa all’infinito.
L’ingresso è caratterizzato da volte prive di catene e da colonne binate che filtrano la zona edificata con il giardino. I successivi proprietari furono i Cantoni, che possedettero il palazzo dal 1829 al 1982, anno in cui venne acquistato dal comune.
All’interno del palazzo, sede dell’Ecomuseo del botticino, si trovano il Museo dello Spiedo e il Museo della Civiltà Contadina e dell’Agricoltura (MuCCA). La loro visita consente di riscoprire le tradizioni e la memoria storica del territorio.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Il percorso ha una lunghezza complessiva di circa 20 km senza il pagamento di pedaggi.
CRITICITÀ
Villa Avogadro Fenaroli (Rezzato)
Oggi è un albergo, Villa Fenaroli Palace e viene utilizzato come luogo per eventi e centro congressi.
Per visitarlo si consiglia entrare, sedersi al bar e prendere un aperitivo, oppure pranzare o, meglio ancora soggiornare in albergo. E’ possibile, inoltre, percorrere il Parco di Bacco, retrostante la villa.
Informarsi, per essere informati su eventuali aperture straordinarie su: https://www.villafenaroli.it/
Palazzo Bruni Conter
il palazzo è un’abitazione privata e non è accessibile al pubblico, il borgo di Limone di Gavardo regala un’atmosfera sospesa, quasi fuori dal tempo. Passeggiando tra le sue strade, è possibile percepire la storia e la tranquillità del luogo. Nelle immediate vicinanze, la chiesa di Sant’Antonio custodisce tradizioni secolari, celebrando la messa il 5 agosto per la Madonna della Neve e il 17 gennaio in occasione di Sant’Antonio Abate.
Palazzo Morani-Cantoni (Prevalle)
Ospita il municipio e l’Ecomuseo del Botticino.
Si consiglia di visitare l’Ecomuseo durante gli orari di apertura al pubblico; in caso contrario, è accessibile solo il giardino interno.
Villa Mazzucchelli (Ciliverghe di Mazzano)
È un bene privato utilizzato per feste e cerimonie non visitabile liberamente
Durante la settimana, è possibile accedere alla biblioteca comunale, situata all’interno del complesso della villa e che occupa quelli che furono gli annessi della villa
PRINCIPALI LUOGHI DI INTERESSE
Villa Avogadro Fenaroli, Palazzo Mazzucchelli, Palazzo Morani – Cantoni, Palazzo Bruni Conter.
PRINCIPALI LOCALITÀ INTERESSATE
Rezzato, Ciliverghe, Prevalle, Limone di Gavardo.
itinerario conduce tra i resti medievali dell’Ecomuseo: chiese, palazzi e dimore rurali che ancora parlano al viaggiatore. Un patrimonio sorprendente che smentisce l’idea di un Medioevo oscuro, rivelando invece un’epoca colma di creatività, fede e amore per il bello.
DESCRIZIONE
L’itinerario parte da Sant’Eufemia, per la precisione dal museo della Mille Miglia. Le ragioni di questa scelta, naturalmente, non attengono alla nota manifestazione motoristica: il complesso, al cui interno sorge il sopracitato museo, infatti, era un antico monastero benedettino. Costruito nell’anno 1008, per volere del vescovo di Brescia Landolfo, era dedicato inizialmente a San Paterio, Vescovo di Brescia del VII secolo, e successivamente, a Sant’Eufemia, martire quindicenne sotto il regno di Diocleziano. Oggi, dello storico complesso, è ancora visibile l’antica chiesa dedicata a San Paterio. Tutto l’edificio è divenuto Museo delle Mille Miglia
L’itinerario prosegue al santuario di San Faustino in Monte, a Botticino. Si tratta della chiesa più antica di Botticino Mattina, datata al 1148: qui si possono ammirare gli affreschi del XIII sec., dove è evidente l’influenza bizantina, che richiamano quelli presenti nel Duomo vecchio di Brescia.
Da qui, dopo un breve viaggio, ci si sposta a Rezzato, al Santuario della Madonna di Valverde. Nella fattispecie, in questo itinerario ci si vuole soffermare sulla Rotonda, che sorge appena a sinistra del più grande Santuario, voluto da San Carlo Borromeo. Costruita tra il X e l’XI secolo, essa è testimone di una devozione antica alla Madonna Assunta, confermata dalle due apparizioni qui avvenute: la duplice apparizione del Cristo e della Madonna, l’unica volta nella storia, avvenuta nel 1399; e una seconda apparizione di Maria a due bambini nel 1711.
La tappa successiva è a Nuvolera, proprio a fianco della chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire. Questo imponente e curioso edificio, infatti, è villa Trotti (ex Porta). Citata in alcuni documenti dell’anno 905-906, la struttura era un gineceo monastico, dove le donne si dedicavano a tessere la lana e realizzare paramenti e abiti liturgici. Originariamente di proprietà dei Porta, antica e nobile famiglia di Brescia, che si stabilì a Nuvolera già dal XV secolo, successivamentedivenne proprietà dei Trotti Trotti. Oggi, la villa è privata, ma già guardando l’esterno si possono notare alcuni particolari: il prospetto principale, con tetto a doppio spiovente e aperture con cornici in pietra di Botticino; il volume coronato da merli, di chiara impronta medievale; i comignoli sul tetto, dal disegno originale. La villa è un esempio di architettura residenziale che integra elementi romanici e gotici.
Da Nuvolera, un breve viaggio ci porta alla Pieve romanica di Santa Stefania, a Nuvolento. Già attiva nel IV secolo, la tradizione vuole che sia stata costruita su un antico tempio pagano, ipotesi perfettamente compatibile con il fatto che, poco lontano, siano stati rinvenuti i resti di alcuni edifici romani e almeno dieci epigrafi del I secolo. L’edificio attuale, tuttavia, risale al tardo medioevo, essendo databile tra il XI e il XIV secolo. In questo sito sono di particolare lustro: il campanile, la cui base è composta da lapidi romane; all’interno l’abside, la parte più antica e la cappella di sinistra, realizzata nel 1500 e tutta affrescata.
L’ultimo edificio dell’itinerario si trova a Gavardo ed è visitabile solo all’esterno perchè si tratta di un’abitazione privata. Casa Alberghini si trova in via Capoborgo e venne edificata dalla omonima famiglia nel XIV secolo. La facciata esterna colpisce per le finestre di varie forme (arco a tutto sesto, ogiva, arco a pieno centro) sottolineate dalla modanatura in cotto. Un’altra particolarità che rende la costruzione originale è il camino posto in facciata e visibile con il suo volume aggettante e, ancora, dal portone sormontato da finestra trilobata. La casa, per quanto potrebbe apparire rustica, costituisce un ottimo esempio di abitazione tardo-medievale.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Il percorso ha una lunghezza complessiva di circa 25 km senza il pagamento di pedaggi.
CRITICITÀ
Il percorso include residenze private non visitabili.
PRINCIPALI LUOGHI DI INTERESSE
Monastero S. Eufemia della Fonte, S. Faustino al monte, Rotonda del santuario di Valverde, villa Trotti ex Porta, Pieve di Santa Stefania, casa Alberghini.
PRINCIPALI LOCALITÀ INTERESSATE
Brescia (Sant’Eufemia) , Botticino, Rezzato, Nuvolera, Nuvolento, Gavardo.



