A Rezzato, sulla cima dell’omonimo monte, sorge il convento di San Pietro in Colle.
Storia
Fu costruito nell’anno 1008 grazie a una donazione del Vescovo di Brescia Landolfo II. Negli anni, il testimone della guida del convento è passato, dai monaci benedettini, alla parrocchia di Rezzato (quindi sotto il controllo della Chiesa di San Giovanni), ai frati cappuccini, ai frati francescani per 185 anni e, dal 2022, alla Associazione Missionarie Francescane di Maria Immacolata.
Nel corso del XVIII secolo il complesso venne integralmente ricostruito e, infine, ri-consacrato nel 1743.
Alla fine del secolo XVIII ci fu la sua soppressione, sorte condivisa con tanti altri conventi del territorio. La vita religiosa riprese grazie all’intervento di Monsignor Ferrari, che nel 1836 ne ottenne la restituzione.
A partire dalla seconda metà del XIX secolo, rientrarono i Frati minori e ci fu una ripresa della vita conventuale. Qui visse, dal 1903 al 1908 (anno di consacrazione sacerdotale, il 14 marzo), Edoardo Gemelli, medico, che, all’ingresso in convento prese il nome di Agostino. Padre Agostino Gemelli fu il promotore dell’odierno Policlinico Gemelli e della Università Cattolica del Sacro Cuore.
Architettura
La nuova chiesa, conservata nel tempo nei suoi caratteri generali, è costituita da un’aula unica, con abside ad est e cappelle laterali spoglie da decorazioni. La facciata, come l’interno, è semplice e senza ornamenti con un ingresso centrale sormontato da una finestra rettangolare.
Opere d’arte
All’ingresso si può ammirare la croce di legno originale, che un tempo si ergeva dove oggi ve n’è una in marmo botticino.
L’edificio, che domina sulla Valverde, è facilmente raggiungibile a piedi e in automobile. Se si vuole raggiungere il convento a piedi, è consigliato passare per il parco di Bacco, che sovrasta ed è direttamente collegato con la villa Avogadro – Fenaroli.
Non vi sono barriere architettoniche, quindi è accessibile alle persone con disabilità.
Via San Francesco D’Assisi 18, 25086, Rezzato (BS)