Prevalle Sotto

Ottenne l'indipendenza da Prevalle Sopra solo nel 1792.

Chiesa di San Zenone Vescovo – Prevalle Sotto

La parrocchia di San Zenone Vescovo, sita al centro dell’abitato di Mosina a Prevalle Sotto, fu istituita con decreto 7 aprile 1792 del Vescovo Giovanni Nani per distaccamento dalla parrocchia di San Michele.

 

Storia

L’esistenza di una cappella dedicata a San Zenone risale a una menzione in una pergamena del 12 giugno 1175.

Nel XIV secolo è attestata l’esistenza di una piccola chiesa. Questo luogo di culto fu ampliato nel Quattrocento grazie al lascito testamentario di tale Fiorino Bonomo Mandagusini. Nel XVI secolo la chiesa fu interessata da un rifacimento generale: nel 1580 il visitatore don Giovanni Maria Pionni registrò che l’opera non era ancora stata ultimata, tanto che l’anno successivo l’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo ingiunse di completarla. Ordine che, però, venne assolto solo dopo lunghi anni.

Quando, nel 1792, la chiesa divenne “parrocchiale“, si avviò un’opera di ricostruzione e restaurazione su tutto l’edificio. La chiesa assunse la sua struttura odierna nel 1818, anno di completamento dei lavori e di contestuale consacrazione. A ricordo di questa data e, probabilmente, a segno dell’ottenuta “indipendenza” da Prevalle Sopra, sopra il portone è stata posta la scritta “Parochialis S. Zenonis Ecclesia“.

Tra il 1827 e il 1828, furono costruiti i portali in marmo Botticino su disegno dell’architetto Rodolfo Vantini. Nel 1954, Eliodoro Coccoli realizzò l’apparato decorativo del presbiterio.

 

Architettura

Rialzata rispetto al piano stradale, si presenta con una simmetrica facciata a capanna rivolta verso sud-ovest. La facciata è suddivisa in due registri, dotati di grandi aperture centrali, tra cui un portale ed una finestra rettangolare, affiancate da coppie di lesene le quali soreggono un’alta trabeazione. A coronamento vi è un timpano triangolare aggettante dotato di croce metallica in sommità. Il registro inferiore, inoltre, si presenta di dimensioni maggiori, essendo prolungato ai lati nella medesime fatture del fronte.

A sinistra, dall’altro lato della strada, sorge la torre campanaria, edificata nel 1596 come torre civica.
L’interno è di grandi dimensioni ad aula unica: uniformemente intonacata ed affrescata, presenta cappelle laterali riccamente decorate. Sia la navata, sia le cappelle laterali, hanno copertura voltata a botte affrescata. Il presbiterio, rialzato e quadrangolare, è dotato di cantorie laterali, di cui quella a sinistra contenente l’organo, ha copertura voltata a vela e termina in un fondale absidale piano, raccordato a conchiglia alla volta, su di cui è impostata la grande soasa dell’altare maggiore.

 

Opere d’arte

La chiesa conserva molte opere d’arte di pregio. La grande pala d’altare (in foto), 214 x 333 cm, raffigura l’Assunta con angeli insieme ai Santi Zenone e Carlo Borromeo, e fu eseguita da Palma il Giovane nel 1622. Secondo la critica, fu commissionata a Francesco Giugno nel 1619-1620 e dovrebbe essere stata da lui eseguita nelle figure dei due santi. Morto il Giugno, nel 1621 sarebbe stata terminata da Palma il Giovane. A destra dell’altare maggiore si trova un crocifisso ligneo del XVII secolo, restaurato nel 2023.

Lungo le pareti sono presenti cinque tele ad olio, di cui si sono persi i dettagli storici, che raffigurano, partendo da destra, S. Francesco di Paola (opera Seicentesca), Mosè, S. Luigi Gonzaga (ottocentesca), S. Felice (settecentesca), S. Antonio di Padova (ottocentesca). Particolare attenzione merita la tela di Mosè che innalza il serpente: la realizzazione si attribuisce ad autore tedesco nella metà del Seicento. Tuttavia, non si può non notare la somiglianza, sia nei soggetti, sia nelle proporzioni, con il ben più celebre Serpente di Bronzo del Rubens.

Inoltre, la chiesa presenta quattro altari laterali, tutti realizzati con marmi policromi usando la tecnica del marmo commesso:

  • Il primo altare a destra è dedicato a S. Felice martire. Fu eretto nel 1686 per ospitare il corpo del santo, che era stato donato nel 1680 dal vescovo agostiniano mons. Giuseppe Eusanio dell’Aquila, sagrista di papa Innocenzo XI, a Suor Maria Grazia Tozzi, la quale, a sua volta, lo aveva donato al cappuccino p. Emiliano da Goglione, che lo destinò appunto alla chiesa di S. Zenone. 
  • Il secondo altare è dedicato alla Madonna del Rosario. La pala fu dipinta in occasione della vittoria nella battaglia di Lepanto (risale al 1589), ritrae la Madonna col Bambino con i Santi Domenico e Caterina da Siena e ai piedi San Gregorio Papa, un principe e due dame, ed è opera di Luca Mombello (è firmata “Lucas Mombelli F. MDLXXXIX“). Intorno al quadro sono dipinti, in 15 tondi di legno, i Misteri del Rosario.
  • Sul lato di sinistra si incontra l’altare del SS. Sacramento. La tela, firmata da Antonio Gandino e datata 1610, raffigura l’Eucarestia adorata dai Santi Antonio Abate e Bernardo di Chiaravalle.
  • Il secondo altare a sinistra è dedicato a S. Cristoforo ed è adorno di una pala di ignoto autore di scuola veneziana.

Sito internet: parrocchieprevalle.it

Informazioni tratte da: Enciclopedia Bresciana.

 

A cura di Giovanni Bonandrini.

 

La chiesa è facilmente raggiungibile anche in automobile, con possibilità di parcheggiare nelle vie circostanti. Sono presenti alcuni gradini per accedere dal fronte principale.

Largo don Eugenio Lodrini 1, 25080, Prevalle (BS)

altare magg san zenone quadrata
Ecomuseo del Botticino