Prevalle Sopra

Ricca d'arte e reliquie, la chiesa parrocchiale ha una storia cinquecentenaria.

Chiesa di San Michele Arcangelo – Prevalle Sopra

La parrocchia di San Michele Arcangelo in Prevalle venne istituita il 15 ottobre 1462 dal Vescovo di Brescia Bartolomeo Malipiero, separando la chiesa omonima dalla Pieve di Nuvolento. La neo-eretta parrocchia comprendeva anche la “cappellania” di San Zenone, che verrà separata da San Michele, a costituire parrocchia autonoma, solo nel 1792.

 

Storia e società

Le prime attestazioni di una chiesa dedicata a San Michele risalgono al XII secolo. Secondo alcune leggende locali, la chiesa di San Michele si troverebbe sul luogo – un piccolo colle – dove anticamente sorgeva un tempio pagano costruito dai Galli Cenomani, che abitavano questi luoghi. Non si pensi, però, che la costruzione che si può ammirare oggi sia di origini tanto antiche: l’edificio attuale è il risultato di una sostanziale ricostruzione avvenuta nel XIX secolo e terminata solo nel 1872, anno a cui risale anche la consacrazione.

Il rimaneggiamento del XIX secolo, tuttavia, è solo uno dei tanti che la chiesa ha subìto, nel corso dei secoli: nel XVI secolo, sia il Vescovo di Brescia Domenico Bollani che l’Arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, trovarono la chiesa in pessimo stato. Fu proprio Carlo Borromeo, nel 1580, a ordinarne il restauro.

Come già accennato, nel 1792 da San Michele (a Prevalle Sopra) si separò la parrocchia di San Zenone (sita in Prevalle Sotto). Questa divisione, tra Prevalle Sopra e Prevalle Sotto, sia amministrativa, sia soprattutto spirituale, ingenerò nei decenni a venire non poche diatribe e conflitti. L’unità (perlomeno aministrativa) tornò solo nel 1928 grazie al podestà Galeazzo Cantoni.

Oggi, la chiesa non è solo un luogo di culto, ma anche un centro di aggregazione: nelle immediate vicinanze si trovano il cinema-teatro “San Paolo VI”, un bar estivo, l’oratorio e la sede locale della Caritas.

 

Architettura

Anticipata da un sagrato, la chiesa presenta un impianto a capanna, rialzata rispetto al piano stradale. Il fronte è caratterizzato da aperture centrali, tra cui un portale ed una lunetta superiore affiancati da quattro lesene corinzie. A coronamento vi è un timpano triangolare aggettante. Completano la facciata alcuni luminosi dettagli in marmo Botticino, tra cui spiccano i capitelli corinzi delle lesene laterali e la croce lapidea in sommità del timpano.

A sinistra della facciata sorge il campanile, su cui è evidente l’intervento di innalzamento che, nel 1962, lo ha portato da 18 a 22,80 m. di altezza.

L’interno è ad aula unica, uniformemente decorata ed affrescata, dotata di quattro cappelle laterali e cantoria contenente l’organo. Sul lato sinistro, ha copertura voltata a vela interamente decorata. Il presbiterio, rialzato e quadrangolare, risulta anch’esso pregevolmente decorato, con copertura voltata a vela, e termina in un fondale absidale piano su di cui è impostata una grande soasa marmorea dell’altare maggiore. Di particolare pregio, e degni di menzione, sono gli altari laterali, ottimi esempi di commesso marmoreo.

 

Opere d’arte

L’elegante altare maggiore è composto da marmi policromi con un paliotto che ha al centro una specchiatura di lapislazzuli. È opera del rezzatese Paolo Ogna (1767). Sovrasta il coro la grande grande tela del cremonese Antonio Campi (1525 – 1587), che raffigura l’arcangelo S. Michele nell’atto di cacciare Satana nelle fiamme dell’inferno. Sulla controfacciata, ai lati della porta maggiore, vi sono due grandi tele raffiguranti l’una l’Immacolata con S. Lucia e S. Apollonia del pittore salodiano Sante Cattaneo ( 1739 – 1819), e l’altra i SS. Fermo e Rustico (attribuita a Bernardino Podavini). Sempre del Cattaneo sono le stazioni della Via Crucis. Il crocifisso ligneo, di autore ignoto, che sovrasta l’altare maggiore, si fa risalire al Cinquecento.

Inoltre, sono presenti quattro altari laterali:

  • Entrando a destra, il primo altare è dedicato alla Deposizione della Croce ed è adorno di una pala di autore ignoto in cui figura il Cristo morto deposto da Giuseppe di Arimatea su di un giaciglio attorniato dalla Vergine, San Giovanni e dalla Maddalena.
  • Segue l’altare della Madonna del Rosario, tripudio di marmi policromi intarsiati e che accoglie una statua in legno della Madonna ritenuta opera cinquecentesca.
  • Sul lato di sinistra, si trova l’altare un tempo dedicato ai SS. Rocco e Nicola ed ora a S. Giuseppe che è raffigurato, nella pala realizzata da Sante Cattaneo, ai piedi della Madonna col Bambino. La pala, raffigurante la S. Famiglia e i santi cappuccini Giuseppe da Leonessa e Fedele da Signaringa fu donata dal Cappuccino P. Emiliano Mosconi, che salvò il quadro durante la soppressione religiosa del convento di S. Giuseppe di Montichiari, avvenuta con decreto 10 maggio 1810.
  • Il secondo altare di sinistra, un tempo dedicato a S. Girolamo, lo è ora alla S. Croce. La pala d’altare raffigura la Santa Croce con ai piedi San Silvestro (sebbene alcuni ritengono si tratti di S. Zaccaria Vescovo), S. Elena e una devota ed è attribuita a Pietro Scalvini o ad Antonio Dusi di Bione.

Sito internet: parrocchieprevalle.it

Informazioni tratte da: Enciclopedia Bresciana.

 

A cura di Giovanni Bonandrini.

 

La chiesa è facilmente raggiungibile e dispone di molti parcheggi per automobili. Sono presenti alcuni gradini per accedere alla chiesa, ma poco distante si trova una rampa d’accesso.

Via San Michele 18, 25080, Prevalle (BS)

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Ecomuseo del Botticino