Storia
L’edificio è stato probabilmente fondato nel XV secolo come sorta di ospizio o taverna per coloro che da Botticino salivano verso Serle.
È nel XVIII secolo che la comunità, accresciutasi, matura l’esigenza di avere una chiesa propria, anche se non tutti erano favorevoli all’autonomia. Successivamente ad una donazione dei fratelli Busi, ebbero inizio i lavori di costruzione che terminarono nel 1781 e il riconoscimento a parrocchia avvenne nel 1854.
Architettura
L’esterno presenta una facciata elegante, opera dell’abate Antonio Marchetti, recante nel timpano la data e un cartiglio con lo stemma del Comune di Botticino. La struttura, con un impianto sostanzialmente centrale, vede la zona del presbiterio collegata agli altari laterali attraverso una sorta di piccolo transetto. L’altare maggiore, settecentesco, è composto da un paliotto litico dal sobrio ornato geometrico, e ospita un fastoso tabernacolo a guisa di tempietto circolare rivestito di commessi marmorei, anch’essi geometrici.
Ottocenteschi sono i due altari laterali che ben documentano la qualità della produzione lapidea locale.
Il campanile, costruito contemporaneamente alla chiesa, subì un innalzamento di dieci metri nel 1909 e vennero installate le nuove campane. La chiesa è dotata di organo, strumento costruito dall’organaro bresciano Giovanni Bianchetti in occasione del Giubileo del 1900, inserito in una semplice cassa.
Opere d’arte
L’altare è sovrastato da una tela raffigurante il “Martirio di San Bartolomeo”, del XVIII secolo e forse dipinta da Dusi, allievo di Antonio Paglia. Venne commissionata e donata alla comunità dal nobile di Botticino Mattina Alfonso Cazzago nel 1773.
A proposito dell’altare maggiore la studiosa Renata Massa scrisse: «L’altare maggiore è collocabile verso la metà del XVIII secolo, epoca a cui sembrano riferibili sia il medaglione quadrilobato in lapislazzuli al centro del paliotto che il gusto per il rivestimento in alabastro dei pilastrini e dell’alzata per i candelieri, scelte che rimandano rispettivamente ai sobri ornati geometrici degli altari di Santa Maria della Pace, su progetto del veneziano Giorgio Massari, e agli effetti marezzati dell’alabastro levantino dalle infinite screziature rosate impiegato negli altari laterali della chiesa di San lorenzo, sempre di Brescia, per i quali fu attivo anche il rezzatese Giuseppe Biasio, figlio del più noto Giovanni Antonio.
L’altare, a cui è stato aggiunto un gradino in marmo rosso di Verona per rendere più scenografica e monumentale l’alzata per i candelieri, accoglie, entro una nicchia predisposta in quest’ultima, un fastoso tabernacolo a guisa di tempietto circolare, che ne costituisce senza dubbio la parte più interessante e spettacolare.
Proveniente probabilmente da un altare precedente e qui reimpiegato, secondo una prassi abbastanza diffusa, è il tabernacolo, verosimilmente databile entro i primi due decenni del secolo: è scandito da colonnine corinzie di rosso di Francia, sormontato da cupola baccellata e interamente rivestito di commessi geometrici in cui ricorrono, accanto alla madreperla e al lapislazuli, le varietà litiche di più frequente impiego presso le nostre maestranze come il giallo di Torri, il rosso di Francia, il nero del Belgio, il verde di Genova, il mandolato di Verona».
L’edificio è raggiungibile anche in automobile, trovandosi sulla strada che da Botticino conduce a Castello di Serle. È presente una scalinata antistante l’accesso principale.
Via San Gallo 79, 25082, fraz. San Gallo, Botticino (BS)