La posizione geografica di Nuvolento assume particolare rilevanza in epoca romana, trovandosi in prossimità del crocevia tra due importanti strade: la Brixia-Beneventum (Brescia-Benevento) e la Brixia-Voberna (Brescia-Vobarno).
Origini
La presenza di una villa romana era già stata ipotizzata e segnalata nel 1972, successivamente studiata ma è stato solo nei primi anni del XXI secolo che la “Villa della Pieve” è stata scavata e studiata e presentata al pubblico il 29 settembre del 2012 nell’ambito delle Giornate europee del Patrimonio.
I primi reperti sono stati tessere di mosaico, frammenti di laterizi e soglie in pietra di Botticino, successivamente nel 1987 è stato confermato che nei dintorni dell’attuale Pieve di Santa Stefania, è esistito un vivo centro di attività sociale già dal I secolo d.C. Infatti, sono stati ritrovati i resti di un «grosso raggruppamento di imponenti edifici rurali, orientati secondo gli assi cardinali. […] Si può pensare ad un periodo di utilizzazione del complesso fino almeno ad età tardoantica.» come ha scritto la dott.ssa Filli Rossi, già ispettrice della Soprintendenza Archeologica della Lombardia.
Gli scavi hanno permesso riconoscere cinque fasi la prima delle quali rimanda alla fine del I secolo a.C. fino all’ultima che che va agli inizi del V secolo d.C. quando la villa è caratterizzata dal degrado e dallo spoglio quasi totale.
La teoria, poi, che nel luogo si trovasse un tempio pagano (la tradizione vuole che fosse situato proprio dove sorge l’attuale Pieve) è confermata dal ritrovamento di una dozzina di epigrafi votive, che ringraziano Giove, Mercurio e altre divinità «votum solvit libens merito» (“per il beneficio ricevuto”). È probabile che l’insediamento sia dovuto alla particolare fertilità del territorio, che permetteva la coltivazione di spelta, orzo, farro, gelsi e vite ed anche l’allevamento del bestiame. Di certo la presenza delle cave, sviluppate nei centri di Botticino, Nuvolera, Mazzano e Virle hanno contribuito a facilitare l’insediamento umano. Nelle vicinanze della villa sono state ritrovate calchere per la trasformazione della pietra in legante costruttivo.
La villa fu riutilizzata solo in fase più tarda ma solo utilizzando quelle parti meno cadenti e abbandonate e solo per ricovero attrezzi/animali.
Descrizione
Il complesso residenziale sviluppato attorno ad un cortile quadrato, orientato verso sud, aveva vani che si aprivano sul cortile alcuni restaurati in epoco successiva con aggiunta di parti absidate (vedi immagine). I pavimenti delle stanze in laterizio, cocciopesto omosaico sono andati quasi tutti perduti ma alcuni ritrovamenti stanno ad indicare anche lavori accurati come i ritrovamenti di stucchi e lastre di marmo bianco. Della corte esterna si conservano elementi della canaletta in botticino posta a separare la fascia esterna di portico, probabilmente pavimentata a mosaico.
La struttura evidenziata della villa ci permette dire che la dimora ha subito almeno tre edificazioni/modificazioni delle zone interne che ne hanno modificato l’utilizzo e la fisionomia nello spazio di cinque/sei secoli dalla prima età repubblicana della romanizzazione dell pianura padana all’altomedioevo.
L’insieme della villa risulta costituito da più edifici che occupavano un’area di circa 3000 mq con differenti destinazioni: abitazione (con ambienti più grandi e definiti), un secondo ambiente utilizzato come terme primitive ed un terzo complesso a vocazione agricolo-produttiva.
Il sito è all’aria aperta, privo di barriere architettoniche e raggiungibile anche in automobile.
Via Pieve, 25080, Nuvolento (BS)