Muscoline

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Muscoline

Muscoline  è un comune della provincia di Brescia di circa 2650 abitanti e si trova al di là del fiume Chiese sulle estreme colline moreniche del lago di Garda.

 

I nostri territori sono ricchi di storia, in quanto testimonianze di antiche tradizioni, oggetto di contesa e di conquista tra diverse popolazioni, terre dall’antica vocazione agricola, sviluppatesi attraverso il lavoro di innumerevoli generazioni di contadini, piccoli e medi proprietari che hanno saputo, nel solco della tradizione prima e nell’evento dell’innovazione poi, ricavare da una terra talvolta indocile il necessario alla vita della comunità. Le frazioni facenti parte del Comune di Muscoline sono appunto testimonianze di questa ricchezza, frutto della fatica dei nostri avi e dell’impegno e dell’amore che li hanno tenuti legati alle suddette terre.

 

Questi luoghi illustrano, grazie al significato di alcuni dei loro toponimi, un quadro storico delle popolazioni alternatesi all’interno del nostro scenario territoriale: I Liguri, gli Etruschi, i Galli cenomani, il riferimento al “Castrum”, insediamento fortificato d’epoca Romana che sorgeva nel luogo oggi chiamato Castrezzone. 

 

Il Salodiano Bongianni Grattarolo, nel XVI secolo autore di un compendio di Memorie Benacensi, attribuirebbe l’origine del paese agli Osci e ai Sanniti, popolazioni preromane di origine indeuropea. Ulteriori disquisizioni sulla genesi del paese sono comprovate dalla varietà di reperti archeologici rinvenuti in sito che attestano la presenza dell’uomo sin dall’epoca preistorica. Riattamenti strutturali di edifici, soppressioni, cambi di intitolazione, non deducibili in assenza di prove documentali, lasciano sicuramente spazio a incertezze storiche e fuorvianti errori di interpretazione.

 

L’epigrafe rinvenuta in Moniga del Bosco, incastonata successivamente nella scala di accesso alla Chiesina di San Rocco, testimonia la venerazione verso il culto Romano di Mercurio, Dio dell’eloquenza, messaggero degli Dei, portatore di prosperità e ricchezza. L’iscrizione del reperto litoideo, celebrante alcuni membri dell’importante e influente famiglia dei Nonii Arii, non attesta necessariamente la presenza in sito di un luogo di culto; d’altronde, dopo la distruzione della Rocca di San Martino (1120 circa) molto materiale di riporto fu riutilizzato nei secoli successivi per l’edificazione dei borghi circostanti. Il tramonto del dominio Gallico, la successiva dominazione Romana, la necessità di congiungere “Brixia” con i centri limitrofi furono elementi concorrenti verso la realizzazione di nuove congiunzioni stradali: Il territorio era attraversato dalla strada romana che dipartendosi dalla Via Emilia (Milano, Bergamo, Brescia, Verona), attraversava Carzago, Bottenago, Castrezzone, Cà dell’Ava, S. Quirico e Bocca di Croce, congiungendosi alla Riviera e alla Val Sabbia.

 

Il graduale abbandono del culto pagano sancì un’evoluzione dei centri di circoscrizione rurale (Pagus) che diventarono promulgatori della nascente religione cristiana, la quale diffusione si verificò attorno al IV secolo circa. L’ordinamento Cristiano si sostituì a quello romano originando la nascita delle Diocesi, Pievi e chiese battesimali: Muscoline dipese dalla Pieve di Gavardo, già capoluogo del Pagus. La nascita dei diversi Oratori portò alla distinta definizione dei confini territoriali, anfiteatro all’interno del quale sorsero nei secoli a venire tutte quelle testimonianze storiche oggi in parte fruibili visivamente, altre eternamente compromesse nella loro leggibilità.

 

Nel periodo intercorso tra la dominazione gallica e l’incursione degli Ungari sorsero in tutta l’Europa settentrionale strutture difensive in grado di ospitare la popolazione in caso di necessità. Lo storico Giambattista Bruni Conter, riferendosi all’orientamento e la posizione dei castelli di S. Martino, Muscoline, Castrezzone, Calvagese e Bedizzole, teorizzò che la finalità primaria della loro edificazione fosse da associarsi all’invasione celtica. Nel caso specifico della struttura originaria, parzialmente percepibile in frazione Castello, i recenti studi attribuirebbero al manufatto una datazione posteriore (XIII – XV secolo). Gli edifici addossati alla torre, databili al XV secolo, furono molto probabilmente costruiti recuperando il pietrame ricavato dalle demolizioni dell’originaria cerchia muraria. Per quanto imponente e massiccia la torre, edificata nella seconda metà del  XVI secolo, non è da attribuirsi a funzioni strategico – difensive ma bensì civili.

 

Altro fortilizio, posto in cima al colle di Limone, fu espugnato dai Guelfi Benacensi. Si tratterebbe di una struttura che doveva esistere in localitĂ  Terzago, di cui si scorgono i ruderi e robuste muraglie inglobate nella successiva costruzione di edifici rurali; Effettivamente, la zona delimitante il confine tra linea bresciana e benacense, fu teatro di aspri contenziosi tra le fazioni di Gavardo e Muscoline.

 

Nel 1427, in seguito alla battaglia di maclodio anche Muscoline finì sotto il dominio della repubblica di Venezia, rimanendovi, sia pure tra alterne vicende, fino al declino della Serenissima, avvenuto nel 1797. In questo lungo periodo di governo veneziano, fece parte, assieme ai comuni di Carzago, Calvagese, Bedizzole, Padenghe, Desenzano, Pozzolengo e Rivoltella, di una delle sei Quadre in cui era stata divisa la cosiddetta “Riviera di Salò”. Ogni Quadra raggruppava piĂą comuni che eleggevano il proprio sindaco, il vicario giudiziale ed altri rappresentanti. In egual modo era strutturato il tessuto amministrativo locale, garantendo ai piccoli nuclei abitati un’autonomia istituzionale e un’autosufficienza finanziaria. Il sostentamento di queste comunitĂ  venne promosso dal determinante ruolo svolto dagli Oratori, edificati in un lasso di tempo circoscrivibile tra il XV e il XVIII secolo; Attraverso la rendita dei propri capitali e l’affittanza di beni immobili, tali organismi permisero la realizzazione di opere a favore della collettivitĂ  e dei residenti bisognosi. La crescita dei borghi, l’edificazione di Oratori privati e non, fĂą il cardine di uno sviluppo artistico commisurato a classi sociali piĂą e meno abbienti: Le nostre chiese, i borghi rurali, le dimore signorili, dipinti, pitture murali, opere e corredi sacri frutto di committenze facoltose o appartenenti a una religiositĂ  popolare. Giovanni da Ulma, Gian Giacomo Barbelli, Pietro da Marone, Antonio Gandino, sono celebri pittori del quale si conservano pregevoli opere nel Santuario di San Quirico, nelle Chiesette delle frazioni di Cabianco, Morsone e Moniga del bosco. Francesco Paglia (1635-1714), pittore e critico d’arte Bresciano, segnala la presenza di affreschi attribuibili al Romanino , la quale identificazione viene associata con l’ormai poco leggibile raffigurazione Mariana posta sul portale d’ingresso di una casa in contrada Castello. 

 

Il 1700 è segnato da grandi cambiamenti radicali avvenuti nella societĂ ; è il secolo delle espansioni e dei commerci, del declino di alcuni stati e del rafforzarsi di altri. Muscoline come tanti comuni limitrofi fu vittima delle angherie e dei saccheggi perpetrati dalle soldatesche ispano-francesi durante la guerra di successione spagnola. Il XVIII secolo è anche il “periodo d’oro” dell’arte, contraddistinta da uno stile sfarzoso e da uno stile architettonico ornamentale; La Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta viene rinnovata internamente, arricchita da un nuovo apparato marmoreo e da raffinate opere di oreficeria. La Parrocchiale di Castrezzone dedicata a San Martino, staccatasi dalla Pieve di Gavardo nel 1579, raggiunse l’odierno aspetto durante il periodo Barocco.

 

La caduta della Repubblica Veneta e l’avvento dell’era napoleonica comportarono un nuovo riordino territoriale che a cavallo tra XVIII e XIX secolo favorirà l’accorpamento di Muscoline ai comuni allora autonomi di Burago e Castrezzone. A seguito della compartimentazione territoriale del Regno Lombardo Veneto i suddetti comuni furono integrati nel distretto XIV di Salò. Burago fu definitivamente accorpata al Comune di Muscoline in un periodo successivo all’unità d’Italia, mentre Castrezzone nel 1928, durante l’avvento del fascismo.

 

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