Il più vistoso dei simboli dell’identità locale di Muscoline, la torre campanaria si erge alta e possente e domina sui molti nuclei abitati – o ville – che compongono il paese e su tutto il territorio morenico circostante.
Contesto geo-storico: la torre di un castello?
La torre sorge in fraz. Castello, che deve il suo nome, per l’appunto, all’esistenza di una struttura difensiva che si fa risalire al IX secolo. Strutture di questo tipo, finalizzate alla salvaguardia delle persone e dei beni a seguito delle incursioni degli Ungari, discesi in Italia dal 899, non erano rare: sul territorio morenico e della Valtenesi se ne rinvengono molti esempi (Calvagese della Riviera, Desenzano d/G, Padenghe s/G, per citarne alcuni). Delle strutture originarie di questi castra non rimane alcuna traccia: le strutture difensive attualmente esistenti risalgono al periodo compreso tra il XIII e il XV secolo. Il castello di Muscoline non fa eccezione: si sa per certo che rimase in utilizzo almeno fino al 1510.
Dal XVI secolo, tuttavia, queste fortificazioni persero la loro iniziale vocazione, cadendo in disuso o pure in rovina: molti dei manieri vennero venduti a privati (come lo stesso castello di Muscoline) e i materiali delle mura riutilizzati per costruire torri campanarie e altri edifici civici. La demolizione quasi integrale degli alzati in argomento ci toglie la possibilità di verificare anche l’eventuale esistenza di una cappella o chiesetta, i cui indizi, tuttavia, sono stati rafforzati dal ritrovamento, avvenuto nei primi anni del XIX secolo, di un oggetto probabilmente riconducibile a un arcaico fonte battesimale.
Nonostante la ricca e travagliata storia di questa località, l’elevazione della torre è un evento totalmente separato da queste vicende. In conclusione, la risposta alla domanda se la torre campanaria avesse tratto la sua origine da una torre o struttura del castello, riconvertita ad hoc, è sicuramente negativa. Non bisogna, comunque, chiudere la porta all’ipotesi per cui possa sorgere su una costruzione preesistente: solo uno scavo archeologico dedicato potrebbe raccontarci la vera storia di questo monumento.
Storia
La torre assunse la funzione di campanaria nella seconda metà del Cinquecento, seguendo lo stesso modello – almeno per quanto riguarda le dimensioni e, in parte, i materiali costruttivi – delle torri campanarie delle chiese dell’Annunziata in Serle e di San Zenone in Prevalle. Le prime notizie scritte risalgono all’Ottocento, quando, in occasione dell’importante lavoro di rifacimento della parrocchiale di Santa Maria Assunta, emerge il dibattito su chi, tra la parrocchia e il Comune, debba occuparsi della gestione della torre. Risale al 1845 la cella campanaria, probabilmente edificata per accomodare un più imponente concerto di campane e il cui pagamento fu assolto interamente dal Comune. Tale concerto, fuso e installato tra il 1851 e il 1867, si compone di tre campane (esteso a cinque nel 1982, su iniziativa del parroco don Angelo Tosi).
Da allora, non si registrano ulteriori interventi architettonici, salvo, nei primi anni del Novecento, l’aggiunta di merlature di gusto castellano sul tetto: aggiunta che, comunque, verrà eliminata dal grande sisma del 2004.
Architettura
La relazione allegata al progetto di restauro conservativo, chiesto a seguito del danneggiamento della struttura da parte del terremoto di Salò del 2004, qui di seguito parafrasata, ci restituisce un’immagine architettonica quanto più completa della torre.
Il manufatto è alto 24 m, di cui 17 m circa corrispondono al fusto originale costruito in pietrame locale con l’inserimento nella tessitura muraria di diversi elementi in laterizio (frammenti di mattoni o coppi). Le angolate, il basamento a scarpa e i contorni della porta e le feritoie, invece, sono realizzati con la stessa pietra della muratura, in conci squadrati e di grandi dimensioni che contribuiscono a dare al manufatto un aspetto di grande solidità ed accuratezza costruttiva. Nel fusto della torre è riscontrabile una sola discontinuità, collocata in corrispondenza del piano terra, dove lo spessore murario cambia improvvisamente, lasciando posto a una risega di circa 10 cm. Da quel momento la muratura prosegue con spessore pressoché costante fino all’innesto, sopra il cornicione, della cella campanaria in laterizio, che presenta una muratura dello spessore variabile dagli 80 ai 70 cm.
Informazioni tratte da: G. Bocchio, La parrocchiale di Muscoline e la sua torre campanaria. Accenni di storia e arte di una comunità, Comune di Muscoline (BS), 2007.
A cura di Giovanni Bonandrini.
Oggi la torre campanaria è di competenza del comune di Muscoline. È chiusa al pubblico, eccetto rarissimi casi, ma è possibile ammirarla dall’esterno. È raggiungibile con una piccola strada asfaltata, ma le vie circostanti non dispongono di molti parcheggi, trovandosi oggigiorno la torre in un’area residenziale.
Via Castello 46, loc. Castello, fraz. Chiesa, 25080, Muscoline (BS).