Soprazzocco, importante frazione di Gavardo, è storicamente diviso in due parrocchie: Soprazzocco inferiore, e Soprazzocco superiore.
La parrocchia Inferiore faceva riferimento alla chiesa di San Biagio, ben più antica (era già esistente nel 1342), mentre la parrocchia Superiore faceva riferimento alla chiesa di San Giacomo, costruita alla fine del XVI secolo. La questione delle due parrocchie, che aveva generato anche accese rivalità tra gli abitanti della frazione, si chiuse nel 1986, tre anni dopo la morte dell’ultimo parroco di San Biagio don Enrico Guerra: con decreto vescovile del 10 settembre, le due parrocchie furono unificate in una unica, dei Santi Giacomo e Biagio. La chiesa parrocchiale divenne quella di San Giacomo, rendendo San Biagio chiesa sussidiaria.
Storia
Le prime notizie certe dell’esistenza di questa chiesa risalgono al XIV secolo, nella forma di ospizio per i viandanti che percorrevano la strada, ancora utilizzata, che collegava Gavardo con Tormini e il lago di Garda. Molte preziose informazioni ci sono pervenute dallo “Status e iura“, compilato da mons. Cristoforo Pilati nel 1578.
Nel 1573, infatti, si registra che la chiesa di S. Giacomo (dichiarata “membro” della parrocchiale di S. Biagio) era in precarie condizioni, bisognosa di riparazione, di pavimento e di imbiancatura delle pareti. Un lavoro di ristrutturazione, in effetti, avvenne alla fine del XVI secolo: nel 1580 San Carlo Borromeo, in occasione della visita pastorale in queste zone, constatava che la chiesa stava per essere ricostruita. Sottolineava inoltre che «gli uomini di Soprazocco pensavano di trasferire nella chiesa di S. Giacomo i diritti parrocchiali perché era più vicina e comoda per la maggior parte degli abitanti di questa comunità». Nel 1597, in occasione della visita del vescovo Giorgi, si constatava che la chiesa era stata recentemente costruita.
Contestualmente a questa sostanziale ristrutturazione, tra il 1575 e il 1577, avvenne la costruzione del campanile, munito di due campane. Questo verrà innalzato e inaugurato il 28 agosto 1894 su progetto dell’ing. Antonio Quarena assieme al nuovo concerto di cinque campane, fuse dalla ditta Pruneri di Grosio in Valtellina.
San Giacomo divenne parrocchia autonoma agli inizi del Seicento, separandola dalla Pieve di Gavardo.
Nella seconda metà del XIX secolo la chiesa vide importanti lavori di restauro, ampliamento e arricchimento generale: tra questi meritano menzione la costruzione di un nuovo battistero, il già citato innalzamento del campanile, l’arricchimento della chiesa con nuovi altari e anche la presenza di alcune confraternite.
La chiesa mantenne le proprie linee gotiche fino agli anni ’30 del XX secolo, quando si diede avvio al progetto di Giovanni Tagliaferri, risalente al 1897 e rimandato a causa delle due guerre mondiali, di demolizione e totale ricostruzione dell’edificio. Il 28 ottobre 1934 la chiesa venne benedetta dal vescovo mons. Tredici. Dell’edificio Seicentesco rimane solo l’intelaiatura di un arco. Nell’ambito di questa radicale ristrutturazione, le pitture murali sono state realizzate da Vittorio Trainini e Pietro Galanti.
Architettura
La facciata si presenta a registro unico con fasce orizzontali bicromatiche e una sommità a doppio spiovente. In mezzeria si trova un portale lapideo e un oculo soprastante. In corrispondenza dell’ingresso si trova il protiro, composto da archi a tutto sesto sorretti da colonne tuscaniche.
Il campanile in muratura lapidea presenta in sommità quattro aperture ad arco a tutto sesto e concerto di cinque campane.
L’interno ha superfici ornate con pitture murali, realizzate, come detto, dal Trainini: il presbiterio è dipinto con gli Evangelisti e, lungo la fascia della navata, lo stesso pittore ha eseguito una serie di santi.
Opere d’arte
Entrando a destra si incontra il fonte battesimale, datato 1600.
La pala dell’altare maggiore, copia di quella del Tiziano nella chiesa di S. Lio, venne eseguita dal pittore Pietro Galanti nel 1937. Sempre del Galanti è la grande lunetta che domina l’abside, raffigurante S. Giacomo.
Al Bertanza è attribuita la pala della controfacciata (firmata AB/F), raffigurante la Madonna del Rosario e i SS. Pio V, Domenico, Caterina da Siena e Caterina di Alessandria. Tra gli arredi la chiesa conserva un bellissimo calice, opera di Giacomo Bassolini, all’insegna delle Tre Colombe, datato 1777.
A cura di Giovanni Bonandrini.
La chiesa è raggiungibile in automobile e vi sono parcheggi nelle immediate vicinanze. Non sono presenti barriere architettoniche.
Via S. Giacomo 10, 25085, fraz. Soprazocco, Gavardo (BS)