Introduzione
Le rocce possono venir considerate da vari punti di vista, a secondo dello scopo che ci si prefigge nell’intraprendere una ricerca, o a seconda di chi intenda utilizzarle per fini applicativi. In ogni caso è necessario conoscere innazitutto la composizione. L’analisi chimica esprime in percentuale il peso degli ossidi degli elementi che le formano, ma questa conoscenza deve essere integrata da quella delle specie di minerali presenti e delle loro quantità relative. I due metodi sono entrambi necessari per la conoscenza della roccia perchè a una data composizione chimica possono corrispondere associazioni di minerali diversi, quindi anche aspetti e caratteri fisici diversi.
In questo articolo, dopo una generale rassegna sullo studio e classificazione delle rocce, verrà effettuato un approfondimento sulle rocce sedimentarie e le loro classificazioni. Lo scopo è conoscere la classificazione geologica della pietra di botticino e come essa si è originata (ved. la sezione “Conclusioni“, al termine dell’articolo).
Famiglie di rocce
In generale, ogni roccia è composta da un numero molto limitato di specie minerali presenti in maniera rilevante, che ne determinano la famiglia. Vi sono poi minerali accessori, presenti in quantità minima, che stabiliscono la collocazione della roccia all’interno della famiglia.
In alcune rocce, come il calcare, è presente un solo minerale essenziale (ad esempio, nella roccia del bacino del botticino la presenza di calcare oscilla attorno al 98%) e in alcuni casi rocce di uguale composizione chimica o mineralogica possono avere strutture diverse con aspetti anche macroscopici molto differenti.
Determinare la composizione cimica e mineralogica è compito della petrografia; la petrologia ci parla dell’origine delle rocce; la geologia della loro collocazione nel tempo.
Classificazione
Le diverse rocce si indicano con nomi alcuni molto antichi (ad esempio la “Corna“, nome dato al Corso dai suoi stessi cavatori) ed altri creati dagli studiosi. Studiando una roccia ricaviamo informazioni che possiamo utilizzare per finalità diverse, anche pratiche.
Per un primo ordinamento sistematico, scegliamo il criterio dell’origine in senso lato e, seguendo questo, possiamo collocare le rocce in tre grandi categorie:
Queste tre maggiori categorie non sono immutabili: gli elementi che compongono le rocce possono separarsi e ricomporsi, formando rocce di categorie diverse (ad esempio: il granito, roccia ignea, se esposto agli agenti atmosferici si altera e i suoi minerali, trasportati nel mare, diventano roccia sedimentaria).
FOCUS: le rocce sedimentarie
Interessano il nostro bacino marmifero le rocce sedimentarie: esaminiamole, tralasciando dunque quelle ignee e metamorfiche.
Come detto, mentre le rocce ignee si formano in profondità, le rocce sedimentarie si formano in superficie per processi dipendenti dalla dinamica esterna. Il loro aspetto è quasi sempre stratificato perchè legato alle modalità della loro formazione per accumulo.
Le rocce sedimentarie originano da 4 differenti processi formativi: azione erosiva, azione di trasporto, azione di deposito e diagenesi, il processo di trasformazione del sedimento in roccia coerente. Il trasporto può avvenire ad opera dell’acqua, del vento o dei ghiacciai. Il deposito avviene quando la corrente o il vento diminuiscono di intensità, segue un processo di evaporazione e conseguente precipitazione e compattazione delle sostanze disciolte.
Nel caso del botticino, a seguito della scomparsa del mare preistorico, i residui calcarei si sono compattati.
Stratificazione e minerali essenziali
I materiali depositati hanno spesso, ma non sempre, aspetto stratificato: esistono anche rocce di aspetto massiccio, cioè senza evidente segno di stratificazione, che risultano formate dall’accrescersi, sul posto, di certi tipi di scogliere calcaree, costituite da alghe, coralli e altri organismi. La suddivisione in strati implica la presenza di qualche fattore che crea una discontinuità nel deposito.
I minerali essenziali nelle rocce sedimentarie sono pochi:
Di questi, i primi quattro sono di gran lunga i più abbondanti e il marmo botticino non fa eccezione.
Ulteriori classificazioni
Il criterio genetico non è sufficiente da solo per una classificazione pratica: interessano anche la composizione chimica e la struttura delle rocce. Per comodità di trattazione, si utilizza una classificazione di compromesso:
All’interno di ciascuna di queste categorie si distinguono sottogruppi: per esempio nel gruppo delle rocce carbonatiche si distinguono rocce di origine chimica e rocce di origine organica (di quest’ultima categoria fa parte il marmo botticino).
Conclusione
Ricapitolando, la pietra del nostro bacino marmifero è:
Tratto da L.Trevisan, G.Giglia, Introduzione alla Geologia, Ed. Pacini, 1981, pagg. 26 ss.