Il Sentiero degli Antenati: Rezzato

Angelo ha due amori: l'arte e la sua Elizavieta

Angelo Zanelli – Rezzato

Vita e formazione

Angelo Bortolo Zanelli nacque in una famiglia di umili origini a San Felice di Scovolo (oggi San Felice del Benaco) il 17 marzo 1879. Peregrinò fra San Felice, Puegnago del Garda, Soprazzocco, Gavardo e infine si stabilì a Salò. Fin da bambino pare amasse esercitarsi con la creta creando figurine con cui giocava.

Nel 1888 frequentò undicenne la scuola d’arte “Turrini” svelando doti artistiche. Nel 1894 si trasferì a Brescia, dove entrò dapprima in una bottega di un ebanista, poi in quella dello scultore Pietro Faitini a Rezzato. Il maestro, che si definiva “scultore in imitazione dell’antico”, aveva avviato una bottega-impresa nella quale il giovanissimo Zanelli imparò i segreti del marmo. Nel 1897, ’98 e ’99 venne premiato dalla Scuola Moretto, di cui frequentava le scuole serali. Nel 1898 vince il concorso per il legato Brozzoni: una borsa di studio triennale che gli consente di frequentare l’Accademia delle Belle arti di Firenze.

Nel 1903 vince il Pensionato artistico nazionale che gli consente di trasferirsi a Roma e di frequentare l’Accademia di belle arti di Roma. In questa fase realizza il monumento a Giuseppe Zanardelli (inaugurato nel 1906) per il lungolago di Salò e il busto in marmo di Gasparo da Salò (1906) per il municipio salodiano. Nello stesso periodo esegue un fregio in bronzo di circa 15 metri denominato “Ave vita” per il mausoleo, mai realizzato, di un magnate nordamericano.

 

Il fregio del Vittoriano

L’ 8 giugno 1908 viene indetto il concorso per il fregio dell’Altare della Patria. Il 19 gennaio 1909 la sottocommissione tecnico-artistica propone alla Commissione per il monumento di dichiarare vincitore il progetto di Zanelli. Il ministro preferisce un testa a testa finale fra il progetto di Zanelli e quello di Arturo Dazzi, carrarese. Entrambi i bozzetti vengono portati alla dimensione naturale in gesso, e presentati nella sede definitiva attraverso un complicato meccanismo di scorrimento dei pannelli.

Nel frattempo, nel 1908 conosce la pittrice lettone Elisaveta Kaehlbrandt che sposa a Riga nel 1909.

Il 4 giugno 1911, giorno dell’inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele II, il modello in gesso che si offre allo sguardo dei presenti è quello di Angelo Zanelli. Solo il 30 novembre 1911, però, la Commissione reale sceglie definitivamente il progetto dello Zanelli per il fregio dell’Altare della Patria. La realizzazione dell’imponente opera in marmo impegnerà Zanelli ancora per molti anni.

La guerra lo vede soldato e ufficiale di fanteria.

 

La fama

Negli anni del dopoguerra, pervengono allo Zanelli molte commissioni dall’America latina: la statua diArtigas a Montevideo; molte statue bronzee al Campidoglio dell’Avana, a Cuba; il monumento al re Fu’Ad I d’Egitto, per citarne alcuni. Non mancano poi commissioni in Italia, nei monumenti ai caduti a Bologna, Imola, Tolentino e anche una commissione in terra natìa: un monumento ai caduti posto sul lungolago di Salò.

Nel 1929 entra a far parte della prestigiosa Accademia di San Luca di Roma. Nel 1938, con una solenne cerimonia in Campidoglio, gli viene conferito il “Premio Mussolini” come maggior scultore italiano. Nel 1939 viene nominato Accademico d’Italia.

Molti furono i consensi critici all’opera dello Zanelli, legata all’arte ufficiale italiana dei primi decenni del ‘900, così pure come giudizi negativi per alcune forzature accademiche. In ogni caso, egli rimane uno scultore “raffinato ed elegante”, autore di importanti opere a livello internazionale. Le fatiche della dura attività lo portano alla morte a Roma nel 1942.

 

 

Bibliografia

P. CATTERINA (a cura di), Il contributo lombardo alla nascita del Vittoriano. Cultura e lavoro nella Brescia tra Otto e Novecento, Brescia, Liberedizioni, 2010.

Angelo Zanelli
Ecomuseo del Botticino