Il Sentiero degli Antenati: Botticino

Devo trovare il modo di dare lavoro alle giovani così essenziale per la loro dignità

Don Arcangelo Tadini – Botticino

Arcangelo Tadini nacque a Verolanuova nel 1846 e fu ordinato sacerdote nel 1870.

Iniziò il suo apostolato a Lodrino, in Valtrompia, e poi nel 1873 al quartiere Noce, una delle tante frazioni di Brescia, dove si rese autore dell’edificazione del fonte battesimale. Nel 1885 fu curato a Botticino Sera e, dal 1887, arciprete della Parrocchia Valverdina.

Egli era un predicatore nato. La sua voce era talmente forte e squillante che «quando le finestre della chiesa erano aperte lo si sentiva fino alla Casella». Organizzò l’attività parrocchiale con numerose iniziative e ne rinnovò le strutture con occhio attento alla Rerum Novarum di Leone XIII.

Fondò l’oratorio femminile e non si accontentò di assistere spiritualmente le anime, ma aggiunse a quelle strettamente parrocchiali tutta un serie di opere assistenziali rivolte soprattutto alla difesa della dignità del gentil sesso. In questo senso progettò la fondazione di una filanda, poi aperta nel 1898, sia per dare un lavoro alla gioventù femminile di Botticino e non solo, sia per evitare che le ragazze uscissero dal paese alla ricerca di esso. Poiché all’interno vennero chiamate a lavorare anche ragazze dai paesi limitrofi, nacque la necessità di un pensionato o di un alloggio che le potesse ospitare, sgravandole dai continui e logoranti viaggi da e verso casa. Egli volle quindi l’acquisto della villa estiva dei nobili Mazzola, che divenne convitto operaio e, più tardi, sede della nuova congregazione delle Suore Operaie di Botticino.

Sul fronte maschile invece, don Arcangelo Tadini, dopo la costituzione nel 1892 del corpo bandistico in paese, fondò nel 1893 la “Società Agricola di Mutuo Soccorso” con lo scopo di «portare un valido aiuto morale e materiale all’operajo ed agricoltore specialmente povero».

Morì a Botticino nel 1912. Nel 2009 fu proclamato Santo.

“… il lavoro nei setifici è miserabile: giovani costrette in ambienti chiusi, caldissimi, sempre attaccate a bacinelle con l’acqua a 80 gradi…

 Io devo rendere più umane queste condizioni e, allo stesso tempo, dare a queste giovani donne la possibilità di un lavoro dignitoso e far loro conoscere la parola di Dio, così essenziale al loro riscatto”.

Bibliografia:

  • M. BUSI, La filanda delle vocazioni, Fond. Civiltà Bresciana, Brescia, stampa M. Squassina.
  • C. SIMONI, Alle origini di un distretto industriale, Brescia, Grafo.
  • M. TEDESCHI, Il bosco la vigna la pietra. Botticino nella storia, Comune di Botticino.
Sant’Arcangelo Tadini
Ecomuseo del Botticino