Botticino

capolavoro di architettura interamente in marmo botticino

Torre Campanaria di Botticino Mattina

A Botticino Mattina, a fianco della chiesa parrocchiale, si erge “il lindo e robusto campanile, fra i più belli della terra Bresciana”, interamente costruita in pietra botticinese.

 

Tutto partì da una commissione popolare che nel 1842 chiese che venisse eretta una nuova torre campanaria che consentisse di sentire il suono della campane che allora segnavano lo scorrere del tempo e indicavano i momenti più importanti della comunità.

 

Nel 1845 furono acquistate cinque nuove campane per sostituire le due vecchie e ormai inservibili, ma subito sorse il problema di dove posizionarle.

La chiesa parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita era stata edificata negli anni 1740-1779, accanto c’era il vecchio campanile della chiesa dei Santi Pietro e Paolo (oggi cinema – teatro) ma era basso e angusto e non in grado di sostenere il peso delle nuove campane: la volontà di costruire un nuovo campanile si radicò sia nella popolazione che nella Fabbriceria Parrocchiale che diedero vita ad una “Commissione per la Fabbrica della nuova Torre Campanaria di Botticino Mattina”.

 

I primi progetti furono stesi dall’ing. Vita, ma poi la preferenza si appuntò sul progetto dell’architetto conte Francesco Carini, che, nel 1845 provvide ad “esporre il suo disegno in Chiesa Vecchia” e ad approntare un modellino in legno, entrambi tuttora esistenti, che raffiguravano la costruzione così come oggi la possiamo vedere.

 

I lavori per la costruzione del campanile iniziarono nel 1845 e terminarono soltanto nel 1898.

Le spese dell’edificazione erano sostenute da offerte “obbligazioni” e lavoro volontario della popolazione botticinese.

Dopo il 1851-52, però, in seguito alla crisi che aveva colpito la viticultura, da cui proveniva la quasi totalità delle “elemosine”, la costruzione venne interrotta e lasciata incompiuta.

 

Dal 1882, grazie all’iniziativa del Parroco don Ardigoni i lavori ripresero contando su offerte e obbligazioni dei “Padri di Famiglia” botticinesi, del lavoro volontario (permesso anche nei giorni festivi dal Vescovo di Brescia) e della partecipazione del Comune di Botticino Mattina.

 

La direzione dei lavori venne affidata all’ingegnere Luigi Arcioni che la portò a termine avvalendosi del contratto d’appalto con la ditta Gaffuri di Rezzato, fornitrice del marmo e degli scalpellini necessari, la stessa ditta che aveva iniziato i lavori a metà del secolo.

Infine furono posizionate le cinque campane che tutt’oggi svolgono la loro funzione. La torre, inaugurata il 20 novembre 1898, s’innalza per 44,73 metri ed è interamente costruita in conci di marmo di Botticino, “pietre delle cave locali di buona qualità e immuni da difetto … lavorate a perfetta regola d’arte, con piani esatti con spigoli vivi” come stabiliva il capitolato dell’epoca.

 

 Il campanile di Mattina, monumentale, merlato, tutto in conci di pietra viva, non ha solo la bellezza esterna: l’interno è rifinito quanto l’esterno e l’incastro delle pietre della scala che sale alle campane è un gioiello di ingegneria edile, meritevole di visite guidate.

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