Fin da lontano, circondato dalla campagna di Prevalle, si vede Palazzo Morani, nato sia come testimonianza di cambiamento di status sociale da parte della ricca famiglia Morani entrata nella nobilità, sia come centro di una prosperosa azienda agricola.
Storia
Sono molte le famiglie nobiliari che si succedono nella proprietà del palazzo ed appartengono al circondario di Prevalle. La prima famiglia ad avere possessioni nella zona è quella dei Medici, originari di Gavardo, che nel secolo XVI costruirono la barchessa nella porzione ad est del complesso attuale. Alla metà del ‘700, la possessione passò ai Morani. Essi accumularono ricchezza con la produzione del baco da seta (ancora oggi il viale di avvicinamento al palazzo è un doppio filare di gelsi secolari, diventati alberi monumentali censiti) e iniziarono l’ammodernamento dell’edificio: la barchessa venne racchiusa in un progetto ben più ambizioso, la costruzione del più sontuoso palazzo della zona. Ai Morani, prestamente estintasi, succedettero i Cantoni, che possedettero il palazzo dal 1829 fino al 1982, anno in cui venne acquistato dal comune.
Oggi, palazzo Morani-Cantoni è divenuto sede del municipio di Prevalle. L’impianto che è possibile vedere oggi, è quello risalente al ‘700: le problematiche economiche delle famiglie non permisero rimaneggiamenti sostanziali all’edificio.
Architettura
L’architetto fu probabilmente Domenico Carboni, che progettò anche la parrocchiale di Sant’Eufemia. Si possono notare nell’edificio degli aspetti che ritroviamo in molti palazzi dell’epoca: lo sviluppo in pianta ad U, con corpo centrale di dimensioni maggiori al resto e allineato alla strada; il giardino disposto verso sud; il portone centrale di imponente grandezza con balcone superiore. Le caratteristiche estetiche sono tipicamente neoclassiche, in un clima, quello della Repubblica Veneta, in cui il neoclassico si sviluppa prima rispetto ad altre realtà territoriali.
La funzione della villa riprende però il tema “barocco” della “villa agricola” (con il granaio e la coltivazione dei gelsi), adibita anche all’ozio dei signori: il palazzo di campagna era anche di “rappresentanza”.
Il giardino era il tramite che permetteva l’estensione del Palazzo nel territorio, sia con artifici concreti (asse centrale che termina in un sistema a terrazzo che permette di percepire tutto il paesaggio circostante) ma anche per fini politici: la famiglia affermava così il suo potere, al di fuori della sua proprietà.
La sede di Ecomuseo del botticino
All’interno del palazzo, si trovano anche la sede fisica e la segreteria di Ecomuseo del Botticino, nonché i musei dello spiedo e della Civiltà Contadina e dell’Agricoltura.
Il palazzo, essendo la sede del comune, è aperto da lunedì a venerdì, e sabato mattina fino alle ore 12:00. È dunque possibile visitare il giardino e, nei giorni di apertura di Ecomuseo, anche i musei dello spiedo e della Civiltà Contadina e dell’Agricoltura. Non sono presenti barriere architettoniche.
Via Morani 11, 25080, Prevalle (BS).